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I nuovi protocolli per la sicurezza del lavoro

I nuovi protocolli per la sicurezza del lavoro

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Siamo nel bel mezzo della fase 2, iniziata lo scorso 4 maggio. Non conosciamo ancora l’effetto di questo allentamento delle misure di sicurezza, ma se non ci saranno particolari intoppi è probabile che molto presto torneremo tutti alla normalità (o quasi).

A partire dalla prossima settimana molti settori, oltre al commercio all’ingrosso e l’edilizia già ripartiti da qualche giorno, riprenderanno le attività e piano piano si aggiungeranno anche i settori più a rischio assembramenti. 

Al momento tutto è una grande incognita ma il filo conduttore di questo re-start rimane all’insegna della cautela e perciò le regole sul lavoro sono inevitabilmente cambiate.

Ora infatti è ufficialmente in vigore un lungo elenco di nuovi protocolli finalizzati a garantire la sicurezza sul lavoro sia agli addetti che alla clientela.

Non sono uguali per tutti, perché ogni settore dovrà rispondere a nuovi requisiti specifici, tuttavia si tratta di regole che sanciscono gli obblighi del datore di lavoro e anche del singolo addetto, anche se quelli in capo al datore sono decisamente più ingombranti.

Una cosa però resta assolutamente invariata: è obbligatorio restare a casa  in caso di febbre superiore ai 37.5° e di avvisare il proprio medico di famiglia o le autorità di competenza.

Tutte le aziende possono verificare la temperatura corporea all’ingresso, per assicurarsi di consentire l’accesso all’interno della struttura solo a persone del tutto asintomatiche.

Per chi invece ha già contratto il virus, è obbligatorio presentare una certificazione medica attestante la “negativizzazione” all’agente patogeno.

Se qualcuno in azienda risulta aver avuto contatti con casi positivi, è tenuto a osservare i canonici 14 giorni di quarantena presso la propria abitazione prima di rientrare al lavoro.

Fornitori e personale esterno: possono entrare?

L’ingresso di personale esterno negli ambienti di lavoro deve essere limitato o meglio ancora evitato.I fornitori e in generale il personale esterno possono entrare solo a patto che siano individuati dei punti di ingresso e di uscita per minimizzare al massimo il contatto.I trasportatori, per esempio, devono restare all’interno degli autoveicoli e mantenere sempre la distanza di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale per tutte le operazioni di carico scarico .

Il personale dipendente: ingresso e uscita

Il datore di lavoro è tenuto a regolamentare uscite ed ingressi in forma scaglionata al fine di evitare contatti, specialmente nei luoghi comuni (mense, spogliatoi, ecc..). Resta per l’azienda raccomandabile designare una porta per l’uscita ed una per l’entrata, posizionando disinfettanti segnalati da appositi cartelli.

Sanificazione e pulizia degli ambienti

L’azienda deve garantire una corretta sanificazione e pulizia degli ambienti di lavoro, specialmente lungo le aree comuni e in relazione alle strumentazioni (tastiere, mouse, maniglie, sedie, utensili…).

Obblighi del lavoratore: mantenere l’igiene personale e usare i DPI

Tutti i dipendenti devono obbligatoriamente adottare sistemi di protezione individuale come mascherine e guanti e deve lavare le mani frequentemente. Ha diritto ad avere sempre accesso al gel mani igienizzante, che resta un obbligo a carico del datore.

Tutti i DPI devono essere conformi alle normative in vigore per evitare la divulgazione del virus.

Assembramenti

Gli assembramenti, le riunioni, la formazione o gli eventi nei quali si prevede il raggruppamento di più persone sono ovviamente da evitare.

Queste attività vanno svolte da remoto utilizzando la tecnologia a disposizione.

Smartworking: è ancora l’alternativa preferibile

Se non possono essere adottate soluzioni alternative e laddove la presenza fisica del lavoratore non risulta essenziale, lo smartworking o in generale il cosiddetto lavoro agile resta la soluzione migliore.

Il datore di lavoro è tenuto a garantire una certa flessibilità dato che in questa fase scuole, ludoteche e asili nido restano chiuse, per cui il dipendente può aver bisogno di organizzarsi in modo diverso dal solito.

In sostanza i dirigenti dovranno essere più comprensivi in termini di orario di lavoro e produttività del personale.

E se in azienda c’è una persona sintomatica?

Un dipendente che presenti i sintomi da covid-19 ha l’obbligo di riportarlo immediatamente all’ufficio del personale.

Per la persona in questione è previsto l’immediato isolamento e l’adozione della mascherina chirurgica.

Il buonsenso è la chiave del Re-Start

Sappiamo ormai come funziona il contagio da Covid-19 e sappiamo quanto può essere aggressivo e repentino: dobbiamo quindi mantenere alta l’attenzione e utilizzare ogni precauzione possibile.

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