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Al via Il bando impresa sicura di invitalia: rimborsi fino all 100% sui dpi

Al via Il bando impresa sicura di invitalia: rimborsi fino all 100% sui dpi

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Ora è possibile ottenere il rimborso totale delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di dispositivi anti-contagio 

Invitalia ha da poco pubblicato un Bando specifico per tutte le imprese che intendono adottare misure di contenimento dell’epidemia. Si chiama “Impresa Sicura” e permette di recuperare fino al 100% dell’importo investito per i dispositivi di protezione individuale negli ambienti di lavoro.

Il plafond stanziato per Impresa Sicura ammonta a 50 milioni di euro e ogni impresa può richiedere un tetto massimo di 150mila euro.

Chi può beneficiarne?

Possono beneficiare del rimborso tutte le imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, sono in possesso dei seguenti requisiti:

a) risultano regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese;
b) hanno la sede principale o secondaria sul territorio nazionale;
c) sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.


Che cosa finanzia Impresa Sicura?

Il Bando copre tutte le spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di DPI le cui caratteristiche tecniche rispettano i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Per fare un elenco, parliamo di:

Mascherine filtranti: chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;

Guanti: in lattice, in vinile e in nitrile;

Protezione occhi: dispositivi per protezione oculare;

Indumenti di protezione: tute e/o camici;

Calzari e/o sovrascarpe

Cuffie e/o copricapo

Misuratori di temperatura: dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;

Detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici


Quali sono i vincoli da rispettare?

Per risultare ammissibili, le spese devono necessariamente

a) essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. Fa fede la data di emissione delle fatture;

b) essere connesse a fatture pagate alla data dell’invio della domanda di rimborso, attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;

c) essere non inferiori a euro 500,00 (cinquecento/00);

d) non essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo (come ad esempio detrazione credito d’imposta).

Non sono ammissibili a rimborso gli importi delle fatture relativi a imposte e tasse, quindi neanche l’IVA.

Se sussistono tutti i requisiti di ammissibilità, nella domanda di rimborso è indispensabile presentare anche la fattura del saldo della fornitura citata.


Le aziende possono richiedere il rimborso del 100 percento delle spese sostenute, con un limite massimo di euro 500,00 per addetto dell’impresa cui sono destinati i DPI e, come già anticipato, fino a un importo massimo per impresa di 150mila euro.

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